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Palazzo di Jabba de' Hutt
Palazzo Jabba

Code

GS/L2

Sito

Mare delle Dune Occidentali, pianeta Tatooine

Residenti

Franchise

Guerre stellari

Nº disegni

5 (2 copie)

Il palazzo di Jabba de' Hutt è un luogo nel franchise di Guerre stellari, apparso per la prima volta ne Il ritorno dello Jedi, terzo capitolo della trilogia originale (sesto nell'intera saga di Star Wars). Fu la base delle operazioni dell'impero criminale dello Hutt omonimo ai margini del Mare delle Dune Occidentali, sul pianeta Tatooine, fino alla morte di questi.

Descrizione Modifica

Palazzo Jabba esterni
Il palazzo di Jabba de' Hutt era raggiungibile per via terra per una strada sterrata spazzata da sabbia e vento che si arrampicava per un canyon roccioso. Ed è lì che è situata la struttura, immensa e dalle pareti curvilinee, in metallo sabbiato e pietra dipinta. L'accesso principale era costituito da una grande e anonima porta, su cui Jabba aveva installato un drone-robotico di sorveglianza, costituito da un occhio su asta e con la voce burbera, a cui i visitatori dovevano essere sottoposti a un interrogatorio prima di essere ammessi nel palazzo. Un ampio corridoio immette il visitatore verso la chiassosa sala delle udienze di Jabba, in cui lo Hutt si stabilisce su una nauseabondo pedana in compagnia della sua banda di criminali, delle sue guardie Gamorreane, dei suoi servitori e delle sue schiave, tra musica, cibo e divertimenti vari. Una botola a grata al centro della sala, apribile per mezzo di un pulsante, porta visitatori indesiderati alla caverna sottostante, la tana del Rancor, pronto a divorarli vivi. Vi è un corridoio accanto alla saracinesca tana del Rancor. Accanto alla sala delle udienze, vi è un'alcova dietro delle tende dove sono posti i trofei delle creature cacciate e dei nemici eliminati di Jabba. La struttura è dotata di celle e tunnel sotterranei e di un enorme hangar dove sono riposte le astronavi e i mezzi di trasporto della banda di Jabba, accanto alle sue bestie da soma.


Palazzo Jabba interni
La struttura è stata costruita molti secoli prima ai tempi della prima colonizzazione di Tatooine. Era in origine un monastero di monaci B'omarr. Tuttavia, l'edificio fu da sempre preda di tiranni e criminali nei secoli, che ne ampliarono il perimetro e gli interni, come le già citate celle e tunnel, e questo fino a quando Jabba se ne prese possesso, installandovi un intero sistema di sensori in tutto il palazzo, per monitorare i visitatori ospiti e gli intrusi e vi si installò con la sua banda per gestire il suo impero criminale di traffici illeciti e di mercenari. Negli anni svariati personaggi fecero visita al palazzo, spesso per sventare intrighi organizzati contro Jabba stesso oppure per reclutare mercenari. Tra questi, il Maestro Jedi Obi-Wan Kenobi, la Padawan Ahsoka Tano e Anakin Skywalker/Dart Fener quando salvarono suo figlio Rotta. Tempo dopo, ne Il ritorno dello Jedi, il mercenario Boba Fett riuscì a catturare Ian Solo (intrappolato nella carbonite), e Jabba lo espose nell'alcova del palazzo come trofeo. La Principessa Leila Organa e Chewbecca provarono a infiltrarsi nel palazzo, lei come mercenario pronta a entrare al servizio di Jabba e lui fingendosi suo prigioniero, per recuperare Solo, ma dopo aver scoperto i loro intenti Jabba gettò in cella Chewbecca e rese la principessa Organa sua schiava personale. D-3BO e C1-P8 vennero quindi mandati da Luke Skywalker come servitori in dono per invogliare Jabba a essere generoso e poi venne in visita per richiedere la liberazione dei prigionieri. Per risposta, Jabba tentò di eliminare Luke facendolo cadere nella tana del Rancor per farlo eliminare con suo divertimento, ma Luke uccise la bestia. Con grande rabbia, Jabba decise di condannare a morte i prigionieri, portandoli nel mezzo del deserto per farli divorare dal Sarlacc, portando buona parte della sua banda e della sua servitù ad assistere allo spettacolo. Ma lì Jabba e la banda trovò la morte. A palazzo, i pochi collaboratori di Jabba rimasero in attesa di un nuovo padrone Hutt, ma con l'esaurirsi dei viveri lo abbandonarono del tutto e rimase disabitato. Del destino dei monaci prigionieri rimasti è sconosciuto.

Negli artwork di Zimmerman Modifica

Julius Zimmerman ha ritratto il palazzo di Jabba de' Hutt e i luoghi interni in 5 vignette (di cui 2 versione alternativa tra esse):

Trivia Modifica

Collegamenti esterni Modifica


Elenco voci coinvolte
GS/O4, GS/P16, GS/P17-C
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